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3D ha fallito, e con noi la politica del PD

 L'Associazione 3D - Democratici per pari Diritti e Dignità di gay, lesbiche, bisessuali e trans si scioglie, prendendo atto del proprio fallimento.
Lo facciamo mentre a Roma si intensificano gli episodi di violenza omofoba e mentre il PD, dopo mesi di inutile discussione, riesce solo a partorire un documento (quello su "Pluralismo, libertà di cura, unioni civili" licenziato dalla cosiddetta Commissione "Diritti") retrogrado e oscurantista, più arretrato rispetto alle stesse conclusioni alle quali è già giunta la giurisprudenza (che andrebbe sempre rispettata e che un partito di sinistra dovrebbe anche avere l'ambizione di fare evolvere). 
 
Eravamo nati per confrontarci con il PD, per spingerlo a dialogare su questi temi, abbiamo trovato solo l'attenzione di alcune realtà locali del Partito, soprattutto in Emilia-Romagna e in Veneto (a loro va il nostro ringraziamento).
L'Associazione si è quindi lentamente svuotata e gli iscritti che avrebbero voluto dare il loro contributo al Partito Democratico - di cui, nonostante tutto, condividevano il progetto politico - hanno progressivamente rinunciato e si sono allontanati.
 
Inutile cercare colpe altrove: è solo colpa nostra, che non abbiamo avuto abbastanza forza.
La forza di combattere contro quelli che anche nel PD ancora affermano che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il matrimonio gay (falso! sono loro che usano strumentalmente la Costituzione per non affrontare il tema), la forza di contrastare quei gay e lesbiche del partito che, a dispetto dei tanti che avrebbero voluto fare rete, hanno preferito seguire percorsi individuali e osteggiarsi fra  di loro. (ci piacerebbe s'impegnassero per gli interessi di coloro che dovrebbero rappresentare, piuttosto che per i propri), la forza di contrastare l'indifferenza di tanti eterosessuali che a parole sono solidali ma nei fatti non si impegnano su questi temi (perché ci sono sempre altre priorità...).
 
Chiedevamo ascolto e confronto su questi temi, abbiamo trovato un Partito che non ci ha riconosciuto e ha sprecato mesi in una discussione interna che ha, alla fine, partorito una posizione che sarebbe inaccettabile in Europa anche per molti partiti conservatori.
Il tempo passa, l'Italia è sempre più arretrata e le violenze si moltiplicano: l'omofobia si sconfiggerà solo quando sapremo affermare la piena parità di diritti e dignità di tutti e tutte.
Le aperture del Segretario Bersani sono positive, ma noi non ce la sentiamo più di aspettare: il balletto romano per non dire nulla su questi temi è durato fin troppo.
Le discriminazioni e le violenze restano.
 
Al Partito Democratico e a molti suoi esponenti diciamo solo che questa non è la politica che ci interessa: un Partito che vuole frenare il cambiamento, che preferisce gli equilibri interni ai diritti delle persone, con esponenti che pare pensino più al loro ruolo che a quello per cui dovrebbero combattere, sinceramente, quel Partito non fa per noi.
Continueremo a spendere le nostre energie per ciò in cui crediamo e per tutte le persone che soffrono - una sofferenza dovuta anche all'ipocrisia e all'inerzia di questa politica di cui ci vergogniamo. Una vergogna profonda e amarissima.