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Sì alle nozze gay a New York e i nostri politici se ne fregano....

La notizia che arriva da New York è una di quelle che fa esultare: il nuovo governatore democratico ha legalizzato le nozze tra persone dello stesso sesso. La legge è stata approvata anche con il voto di 4 esponenti repubblicani.
 
L'Italia è sempre più isolata, rimanendo uno dei pochi Stati del mondo cosidetto civilizzato, e non solo, a non prevedere alcun diritto per i cittadini gay, lesbiche, trans.
 
Il mondo politico italiano, d'altra parte è assolutamente coerente: non si vergogna a risultare isolato quando si parla di diritti civili, così come non si vergogna a distinguersi negativamente per quanto concerne tanti altri aspetti, dalla corruzione nella politica, alle politiche energetiche....
 
A questa notizia, crediamo che la maggior parte dei nostri politici semplicemente risponderà, più o meno elegantemente, che di ciò che capita a New York, francamente, se ne frega.
 
Sarà una finzione, perché per loro quello di New York sarà, volenti o nolenti, un campanello di allarme che gli ricorda che il mondo sta cambiando e che anche la società che dovrebbe rivotarli lo sta facendo.
 
Un campanello di allarme che si aggiunge ad altri campanelli ben più vicini a noi, che, come Servitori dello Stato non dovrebbero ignorare: la nostra Corte Costituzionale, oltre un anno fa, affermò che le coppie omosessuali hanno diritto anche in Italia, già ora, in base alla nostra bella Costituzione, ad una forme di tutela.
In quell'occasione la Corte disse chiaramente che il Parlamento avrebbe dovuto legiferare, e che in assenza di un'azione in tal senso sarà tenuta ad intervenire.
 
La vittoria di New York,insomma, è una vittoria anche per noi, un altro passo avanti che si va a aggiungere ai passi avanti che comunque sta facendo anche la nostra società: il segno che quel muro sta cadendo e che cadrà anche qua in Italia.
 
Quel giorno esulteremo e sapremo di aver fatto anche noi la nostra parte!